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"il tempo di leggere"
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Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

spot


Il tempo di leggere

Leggete. Per vivere. (Gustave Flaubert)

Il tempo di leggere, come il tempo di amare, dilata il tempo di vivere.
(Daniel Pennac)

…e tu scopri che il mondo deve essere pieno di cose meravigliose e per conoscerle tutte, visto che la vita non ti basterà a percorrere tutta la terra, non rimane che leggere tutti i libri.
(Umberto Eco, Baudolino)

I libri conoscevano le mie pene, i bisogni, gli scontenti. I libri insegnano ai ricordi, li fanno camminare. Li ho letti per intero, non ne ho lasciato nessuno a mezzo, per quanto fosse deludente o presuntuoso l’ho seguito fino all’ultima linea. Perché è stato bello per me girare la pagina letta e portare lo sguardo in alto a sinistra, dove la storia continuava.
(Erri De Luca, In alto a sinistra)

[...] Se non ci fossero i libri saremmo tutti rozzi e ignoranti, senza alcun ricordo del passato, senza alcun esempio; non avremmo conoscenza delle cose umane e divine; la stessa urna che accoglie i corpi, cancellerebbe anche la memoria degli uomini.
(Bernardo Bessarione)

Per Bastiano Baldassarre Bucci la passione erano i libri.
Chi non ha mai passato interi pomeriggi con le orecchie in fiamme e i capelli ritti in testa chino su un libro, dimenticando tutto il resto del mondo intorno a sé, senza più accorgersi di aver fame o freddo;
chi non ha mai letto sotto le coperte, al debole bagliore di una minuscola lampadina tascabile, perché altrimenti il papà o la mamma o qualche altra persona si sarebbero preoccupati di spegnere il lume per la buona ragione ch’era ora di dormire, dal momento che l’indomani mattina bisognava alzarsi presto;
chi non ha mai versato, apertamente o in segreto, amare lacrime perché una storia meravigliosa era finita ed era venuto il momento di dire addio a tanti personaggi con i quali si erano vissute tante straordinarie avventure, a creature che si era imparato ad amare e ammirare, per le quali si era temuto e sperato e senza le quali d’improvviso la vita pareva così vuota e priva di interesse;
chi non conosce tutto questo per una sua personale esperienza, costui molto probabilmente non potrà comprendere ciò che fece allora Bastiano.
Fissava il titolo del libro e si sentiva percorrere da vampate di caldo e di freddo. Questo, ecco, proprio questo era ciò che lui aveva sognato tanto spesso e che aveva sempre desiderato da quando era caduto in preda alla sua passione: una storia che non dovesse mai avere fine. Il libro di tutti i libri.
(Michael Ende, La storia infinita)

In omnibus requiem quaesivi, et nusquam inveni nisi in angulo cum libro.
Cercai riposo in tutto, e in nessun luogo lo trovai se non in un angolo con un libro.

La parola scritta è tutto ciò che separa la memoria dall’oblio.
Senza i libri, le nostre ancore, noi saremmo dei poveri naufraghi, niente da insegnare, né da imparare.
Essi sono finestre nel passato, specchi del presente e prismi che riflettono tutti i possibili futuri. I libri sono dei fari eretti nel buio oceano del tempo.
(dal cartone animato "I Gargoyles")

Outside of a dog, a book is a man’s best friend. Inside of a dog, it’s too dark to read.
All’infuori di un cane, un libro è il migliore amico di un uomo. All’interno di un cane, è troppo difficile da leggere.
(Groucho Marx)

Chi accumula libri, accumula desideri; e chi ha molti desideri è molto giovane, anche a ottant'anni.
(Ugo Ojetti)

Il libro è una delle possibilità di felicità che abbiamo noi uomini.
(Borges)

I libri si dividono in due categorie: i libri per adesso e i libri per sempre.
(John Ruskin)

Una stanza senza libri è come un corpo senza un’anima.
(Cicerone)

Dove i libri vengono bruciati, alla fine anche le persone verranno bruciate.
(frase scritta sulla placca in memoria dei libri bruciati, e tratta da una commedia scritta durante l’Inquisizione spagnola)

Finché avrai voglia di leggere, non sarai mai solo.
(Simone Piazzesi)

Il bene di un libro sta nell'essere letto. Un libro è fatto di segni che parlano di altri segni, i quali a loro volta parlano delle cose. Senza un occhio che lo legga, un libro reca segni che non producono concetti, e quindi è muto. Questa biblioteca è nata forse per salvare i libri che contiene, ma ora vive per seppellirli. Per questo è diventata fomite di empietà.
Guglielmo, Quinto giorno, Vespri
(da Il nome della Rosa di Umberto Eco)

Un romanzo è uno specchio che percorre una strada maestra. A volte riflette l'azzurro del cielo, a volte il fango delle pozzanghere.
(da Il rosso e il nero di Stendhal)

Io non ho mai avuto una tristezza che un'ora di lettura non abbia dissipato.
(Charles Louis Montesquieu)

adesso sto leggendo...



libri che possiedo ma non ho ancora letto: 90

LIBRI DA RECENSIRE

sfide

La sfida estiva: i generi!:
AVVENTURA: Zorro (Isabel Allende)
RACCONTI: Marianna e altri racconti (AAVV)
FANTASY: Nihal della Terra del Vento (Licia Troisi)
FANTASCIENZA: Di futuri ce n'è tanti (Daniele Barbieri e Riccardo Mancini)
GIALLO/THRILLER: Aiuto, Poirot! (Agatha Christie)
ROMANZO CLASSICO: Uno, nessuno e centomila (Pirandello)
TEATRO: Enrico IV (Pirandello)


5 testi teatrali per l'estate?:
Gli esami non finiscono mai (Eduardo De Filippo)
La locandiera (Goldoni)
Enrico IV (Pirandello)
Trappola per topi (Agatha Christie)
La commedia degli equivoci (Shakespeare)


La sfida della saggistica:
La straordinaria storia dell'uomo (Piero e Alberto Angela) ANTROPOLOGIA
Saggio sulla visione degli spiriti (Schopenauer) FILOSOFIA
Arte e Storia di Praga (Giuliano Valdes) ARTE
L'amore? Gli animali lo fanno così (Isabella Lattes Coifmann) ZOOLOGIA


La sfida dei "mini":
Io e il mio cane guida (Sheila Hocken) - 77 pp
Emersione pericolosa (Douglas Reeman) - 143 pp
Sonetti d’amore (Shakespeare) - 83 pp
Cuore di tenebra (Conrad) - 141 pp
Sulle strade di Pasqua (Alex Zanotelli) - 93 pp
Tale e quale (Luciano De Crescenzo) - 134 pp
Herman Lauscher (Hesse) - 97 pp
La morte a Venezia (Mann) - 96 pp
Inferno (Strindberg) - 98 pp
La congiura di Catilina (Sallustio) - 96 pp


5 libri (di donne) per 5 mesi:
+1 ITALIA: Licia Troisi (Nihal della Terra del Vento)
EUROPA: Alexandra Marinina (Il padrone della città)
AMERICA: Harper Lee (Il buio oltre la siepe)
ASIA: Banana Yoshimoto (Sly)
OCEANIA: Betty Roland (Un marito per Anna)
AFRICA: Aminata Fofana (La luna che mi seguiva)


LA SFIDA DEI MATTONAZZI:
La signora di Avalon di Marion Zimmer Bradley (563)
Decameron di Giovanni Boccaccio (700)
Shogun di James Clavell (905)
Il visconte di Bragelonne di Alexandre Dumas (1276)
Così parlò Zarathustra di Nietzche (546)


La sfida delle QUATTRO STELLE ****


50 libri per un anno


La sfida infinita (o quasi)


The Great Random Challenge


SFIDE VINTE
The Creepy Autumn Challenge
Book to movie challenge
La sfida dei libri non letti
La sfida della Bibliografia
La sfida delle Nazionalità


SFIDE PERSE
La sfida della “seconda possibilità”

 

novità dalla mia libreria

libri che amo

Le fanlist sui libri a cui sono iscritta.

Le mie 4 stelline.

1
domenica, 20 luglio 2008

Stella del mattino

 

di Wu Ming 4

Anno: 2008
Casa Editrice: Einaudi
Stella del mattino su aNobii

Questo libro partecipa alle sfide 50 libri per un anno e The Great Random Challenge.

Nel 1919 ritornano d Oxford diversi giovani reduci della Grande Guerra. Tra di essi alcuni nomi allora semifamosi o perfettamente sconosciuti (John Ronald Reuel Tolkien, Clive Staples Lewis e Robert Graves) e uno che invece è sulla bocca di tutti: T.E. Lawrence, meglio conosciuto, grazie alla fantasia di un giornalista americano, come Lawrence d'Arabia.
Il presente del racconto è intervallato da episodi avvenuti durante la guerra, mentre prende forma il libro I sette pilastri della saggezza di Lawrence.
Il libro mi è piaciuto molto. In particolare ho apprezzato le parti riguardanti Tolkien, l'unico tra i "personaggi" di cui conoscessi già le opere. Nelle sue fantasie, riflessioni e abbozzi di storie ho potuto riconoscere il Silmarillion (a pag. 127 c'è in pratica l'inizio), o la caduta di Isengard (pag. 304). Tra l'altro, il titolo "Stella del mattino" riguarda lui più di tutti gli altri, essendo suo il personaggio di Eärendel (che in elfico significa appunto "stella del mattino").
C.S. Lewis lo conosco di nome per essere l'autore delle Cronache di Narnia, e a parte la soffitta con il baule dei suoi ricordi non so se c'erano altri riferimenti alle sue opere, in ogni caso il suo personaggio è stato forse quello che mi ha colpito di più.
Confesso invece la mia enorme ignoranza su Robert Graves, e mi spiace dire che è stato anche il personaggio che mi è piaciuto di meno. E' un po' brutto dirlo di una persona vera, però io non conoscendolo ho letto questo libro considerandolo come un personaggio, e l'ho trovato abbastanza antipatico.
Infine, T. E. Lawrence. Anche di lui sapevo poco e niente. Mi ha incuriosito e affascinato moltissimo, tanto che ora voglio assolutamente leggere I sette pilastri della saggezza!
Insomma, una lettura molto piacevole, nella caratterizzazione dei personaggi, nel tema scelto, nella narrazione (mi è piaciuto per esempio il fatto che le cose venissero rivelate a mano a mano, lasciando "capire" lo cose al lettore, più o meno palesemente). Ancora quindi una buona impressione dai Wu Ming (anche se qui era uno solo), sono davvero contenta di aver avuto (grazie al The Great Random Challenge) l'occasione di leggerlo. Un'ultima nota positiva (anche se meno importante!): mi è piaciuta la divisione del libro in capitoli brevi e con il titolo!

La linea dell'orizzonte, netta come un taglio di spada, divide la terra dal blu viscoso che la sovrasta. A perdita d'occhio, pura assenza. Di cose, piante, animali. Un nulla uniforme, senza barriere per lo sguardo. Muoversi o restare fermi non sembra fare differenza. Eppure le ombre cortissime precedono i dromedari, che avanzano sulla superficie lattea con passo inesorabile . Gli esseri umani siedono in bilico, fluttuanti, i volti bendati perché il riverbero non bruci gli occhi. Procedono in fila, muti e ciechi, affidati all'istinto del cammino, lo stesso da mille anni, da quando il primo pellegrino attraversò quella distesa, percependo la propria finitezza, insieme alla sofferenza fisica che lo avvicinava a Dio, il Clemente e Misericordioso.
[Incipit]

La storia non è lettera morta, noi stessi ne facciamo parte.
Hogarth

L'ex-libris è stato realizzato da Ombraluce.
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domenica, 20 luglio 2008

American Parmigiano

valutazione:

di Wu Ming

Anno: 2008
Casa Editrice: Corriere della Sera (serie dei Corti di Carta)
American Parmigiano su aNobii

Questo libro partecipa alla sfida 50 libri per un anno.

Secondo Corto di Carta che ho comprato quest'anno, molto bello anche questo, una storia meno cupa e più divertente rispetto a Lucarelli. Un giovane ricercatore universitario (che parla in prima persona) viene mandato da suo professore a partecipare come esperto in una causa del Parmigiano Reggiano contro gli Stati Uniti d'America che voglio produrre un formaggio e dargli il nome del noto marchio italiano.
E' la prima cosa che leggo dei Wu Ming come collettivo (ho appena terminato anche Stella del mattino di Wu Ming 4) e mi è piaciuto molto! Mi interessa assai questo gruppo di autori!

Londra, 9 luglio 1769
Caro amico,
apprendo con grande piacere dalla tua ultima lettera che godi ormai di buona salute. Spero possa continuare così, perché anche senza riprendere subito i lunghi viaggi di un tempo, puoi essere lo stesso modo utile al tuo paese e all'umanità, se solo ti metti al tavolo, a raccogliere le conoscenze che hai acquisito e a pubblicare le osservazioni che hai fatto. E' vero, molta gente adora i resoconti di vecchi edifici e monumenti, ma ce n'è lo stesso un buon numero che trova di grande interesse il genere di notizie che puoi offrire ora. Per esempio, confesso che se si potesse trovare, durante un viaggio in Italia, la ricetta per fare il Parmigiano, essa mi sarebbe più gradita di un'antica iscrizione.
[incipit]
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domenica, 20 luglio 2008

Wu Ming

 
Wu Ming (per esteso: Wu Ming Foundation) è lo pseudonimo-nome collettivo usato da un gruppo di scrittori (Riccardo Pedrini, Federico Guglielmi, Luca Di Meo, Giovanni Cattabriga, Roberto Bui) formatosi all'interno della sezione bolognese del Luther Blissett Project.
La scelta di un nome che in cinese mandarino vuol dire "nessun nome" rispecchia il "rifiuto del ruolo dell'Autore come star", che porta i Wu Ming a privilegiare l'importanza dell'opera piuttosto che la fama di chi l'ha prodotta. Una scelta alla quale si lega anche la particolare posizione degli autori in ordine al diritto d'autore: tutte le opere di Wu Ming sono infatti pubblicate sotto licenza Creative Commons e dal sito ufficiale del gruppo è possibile scaricare i testi integrali, per i quali è consentita una riproduzione (totale o parziale) in qualunque formato, ed a scopi non commerciali.
In occasione dell'uscita del primo romanzo, Q, quando non erano ancora conosciuti i nomi dei veri autori, diverse ipotesi furono avanzate negli ambienti letterari, tra le quali quella di una produzione firmata Umberto Eco, ipotesi che fu, peraltro, prontamente smentita.
[Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.]

 

Sito ufficiale: WuMingFoundation.Com
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domenica, 20 luglio 2008

Di futuri ce n'è tanti

valutazione:

di Daniele Barbieri e Riccardo Mancini

Anno: 2006
Casa Editrice: Avverbi
Di futuri ce n'è tanti su aNobii

Questo libro partecipa alle sfide 50 libri per un anno e La sfida estiva: i generi!.

Quando ho comprato questo libro, non avevo capito che fosse un saggio. Già da qui la prima delusione. Poi mi sono detta: però, sembra comunque interessante, parla di libri di fantascienza, può essere l'occasione per scoprire nuovi titoli! E infatti questo è vero, mi sono segnata un po' di romanzi che ora andranno ad impinguare la mia già infinita lista di libri da leggere. Però nel complesso il libro non mi è piaciuto molto. A parte il fastidio delle note (frequentissime) che si trovavano alla fine del libro, non mi è piaciuto il modo di trattare i vari libri proposti: due righe sulla trama, compresa (quasi sempre) di finale. Perciò, solo due stelline. Peccato perché invece la divisione in "temi" era interessante!

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
L'ex-libris, è stato realizzato da Nebula Queen.
 
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venerdì, 18 luglio 2008

Ferengi

valutazione:

di Carlo Lucarelli

Anno: 2008
Casa Editrice: Corriere della Sera (serie dei Corti di Carta)
Ferengi su aNobii

Questo libro partecipa alle sfide 50 libri per un anno e La sfida infinita (o quasi).

Racconto nero il tre fotografie e un disegno, così recita il sotto titolo. L'avevo comprato già da un po', ma ancora non mi ero decisa a leggerlo perché avevo diversi libri in lettura, poi siccome domani esce quello del Wu Ming che vorrei comprare, mi sono alla fine decisa a leggere questo prima di cominciare ad accumularli!
Questa mia prima lettura dei Corti di quest'anno è stata molto piacevole! Conosco poco Lucarelli, di lui ho letto solo un altro racconto, e entrambe le letture mi hanno fatto venire voglia di approfondirlo! Questo piccolo Ferengi mi è piaciuto molto sia come storia che come modo di narrarla, e anche tutti i personaggi, benché alcuni facciano delle apparizioni brevissime (data la brevità di tutto il racconto, solo 59 pagine).
Solo una cosa: io credevo che il titolo si riferisse ai "ferengi" di Star Trek!
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martedì, 15 luglio 2008

La sfida infinita (o quasi)

 
Sfida proposta da Aglaja.

Ho un po' titubato prima di iscrivermi a questa lista, perché al contrario delle altre non è solo una sfida solo contro se stessi, ma anche contro gli altri partecipanti, essendoci un punteggio. Però mi sembrava molto divertente, così alla fine ho accettato!

È una sfida a punti, che unisce la ricerca di una bibliografia completa per ogni autore e anche la lettura di autori diversi e meno conosciuti. Tutto viene premiato.

Funziona così:

A legge un libro e lo scrive qui. “Io ho letto il libro 1 dell’autore Y”. Per questa sua lettura guadagna 5 punti.
Il lettore successivo iscritto alla sfida, B, legge un altro libro, che può essere il libro 1 dell’autore Z, e in tal caso guadagnerà anch’egli 5 punti. Oppure potrà leggere il libro 2 dell’autore Y. In tal caso i 5 punti per l’autore Y saranno ridistribuiti: 4 al lettore A e 1 al lettore B.
Questo avviene fino al 4° libro per ogni autore. Dunque chi leggerà il libro 3 di Y prenderà un punto, e il lettore A passerà da 4 a 3. Al 4° libro dell’autore Y la distribuzione punti sarà questa:
lettore A: 2 pt
lettore B: 1 pt
lettore C: 1 pt
lettore D: 1 pt

Attenzione però, l’obiettivo è di arrivare ad almeno cinque libri (DIVERSI) per ogni autore, per cui quando ci sarà il quinto lettore che finirà la lettura del libro 5 di Y, i punti assegnati diventeranno 5 d’ufficio, con un punto in più per chi ha iniziato il nuovo autore. La situazione diventerà questa:
lettore A: 6 pt
lettore B: 5 pt
lettore C: 5 pt
lettore D: 5 pt
lettore E: 5 pt.

Ogni lettore che aggiungerà un DIVERSO libro per lo stesso autore Y, dal 6° in poi si aggiudicherà 5 punti.

La sfida ha quindi un sapore individuale nel cercare autori nuovi (c’è un punto in più), ma è anche collettiva, perché solo con il quinto lettore tutti possono arrivare al punteggio più alto.

Tutto questo potrebbe essere infinito, ovviamente, ma per capire se ci piace possiamo fare una prova per 6 mesi e decretare un primo “vincitore”.

Regole:
1. I libri per ogni autore devono essere sempre diversi.
2. Valgono solo libri di narrativa (il saggio sull’uncinetto, opera prima e unica di Giorgetto da Reykiavik, darebbe 5 punti, ma non suggerisce la lettura a nessun altro, e non è questo lo scopo della sfida).
3. Non ci sono altre regole (quasi cit.)
4. Non ci sono obblighi di lettura, ognuno aggiunge i libri terminati quando vuole.
5. Da quando inizierà la sfida (il 15 luglio) varranno solo i libri iniziati dopo tale data.
6. Valgono le riletture, ma è richiesta massima onestà, insomma, i libri bisogna leggerli. Tanto è un gioco, no?
7. Per partecipare bisogna iscriversi.
8. Ognuno ovviamente legge quello che gli pare, ma cercare un autore sconosciuto volutamente per i 5 punti rientra nel discorso del saggio di cui al punto 2. Insomma, l’obiettivo finale, al di là dei punti, è questo: “Guarda io ho letto Delitto e Castigo di F. Dostoevskij e mi è piaciuto veramente tanto, tu prova a leggere L’idiota, perché secondo questo giovane autore si farà strada”.
9. Una volta iscrittisi, non è obbligatorio pubblicizzare tutti i libri letti. Se leggo Tra il cuore e le stelle di Chicco Sfondrini e Luca Zanforlin posso anche vergognarmene, non dirlo a nessuno, e perdere questo punticino .
10. I commenti e le stelline assegnate ai libri letti sono ben accetti.


Sembra complicato, ma non lo è poi molto! E poi tanto i punti li tiene Aglaja , su QUESTA pagina.

Il banner per questa sfida è stato realizzato da Yuko86.

Anche questo post lo aggiornerò una volta al mese, o forse ogni volta che inizio un libro nuovo e cambia quindi il mio punteggio, mah, vedremo come procede!!
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domenica, 13 luglio 2008

Oceano mare

valutazione:

di Alessandro Baricco

Anno: 1993
Casa Editrice: BUR
Oceano mare su aNobii

Questo libro partecipa alle sfide 50 libri per un anno.

L'ho avuto in prestito aderendo all'iniziativa del blog Ti presto i miei libri.

Il mio approccio con Baricco è stato con Novecento. Meraviglioso. Incuriosita ho letto City, e l'ho trovato così così. Nel frattempo tramite articoli e interviste ho conosciuto un po' meglio l'autore, e ho scoperto che non mi era molto simpatico. Poi ho letto Senza sangue e l'ho trovato orrendo. Continuavo quindi a chiedermi: qual è il vero Baricco? Quello che mi piace, quello che mi lascia indifferente o quello che mi inorridisce? E non mi convincevo mai a fare l'unica cosa che avrebbe potuto chiarirmi il dubbio: leggere altri suoi libri. Mi sono infine decisa a farlo con il mio primo LIBRO IN PRESTITO, per non farlo da sola, ma accompagnata da color che l'hanno letto prima di me.

Ho cercato di non essere prevenuta, ma in effetti la scrittura di Baricco è pesante (Novecento infatti, essendo un monologo, è privo di eccessivi fronzoli letterari). Nonostante questo la prima parte e stata abbastanza scorrevole. La seconda, invece, "Il ventre dl mare", mi è risultata piuttosto noiosa. L'ultima, mi è piaciuta di più: "I canti del ritorno". Forse perché i νόστοι (nòstoi) fanno sempre figo. I miei preferiti sono stati quelli di Plasson e Padre Pluche.

Bè, alla fine della lettura devo dire che mi sono riconciliata con Baricco. Questo libro mi è piaciuto. Chissà, forse ne leggerò altri! Anche se questo, come Novecento, tra l'altro, parlava di mare, ed è anche per questo che mi è piaciuto, penso. Però non riesco ad osannarlo come scrittore, come ho detto alcune parti le ho trovate sinceramente noiose, e il finale non mi è piaciuto.

Di sicuro, comunque, ho apprezzato l'esperienza del libro in prestito! All'inizio, in realtà, mi ero quasi convinta che il prestito non facesse per me, perché mi sentivo un po' in ansia pensando che dovevo scrivere, per "lasciare una traccia della mia lettura", come richiede Franca. Non mi veniva naturale sottolineare e/o commentare pensando che lo facevo per altri! Infatti poi ho smesso di pensarci grazie anche ai commenti e le frasi lasciati dai precedenti lettori, e mi è venuto più naturale, così alla fine ci ho provato proprio gusto! Anzi, delle volte mi è piaciuto di più quello che ho letto a margine che il romanzo vero e proprio!
Ora il libro è pronto per tornare a casa (tra l'altro, ho scoperto che costa pochissimo inviarli per posta grazie al "piego libri"!), spero di averlo reso più ricco, lui ha reso più ricca me per la bella esperienza che sicuramente ripeterò!! Vi ricordo perciò il link del blog: librinprestito.splinder.com.

Il segnalibro è stato realizzato da Stesina.
 
 
Sabbia a perdita d'occhio, tra le ultime colline e il mare - il mare - nell'aria fredda di un pomeriggio quasi passato, e benedetto dal vento che sempre soffia da nord.
La spiaggia. E il mare.
[incipit]

― C'è un modo di fare degli uomini che non facciano del male?
Se la deve essere chiesta anche Dio, questa, al momento buono.

Tramonti. Sapete, è geniale questa cosa che i giorni finiscono. E' un sistema geniale. I giorni e poi le notti. E di nuovo i giorni. Sembra scontato, ma c'è del genio. E là dove la natura decide di collocare i propri limiti, esplode lo spettacolo. I tramonti.

Volevo... salvarmi, ecco: salvarmi. Ma ho capito tardi da che parte bisognava andare: dalla parte dei desideri. Uno si aspetta che siano altre cose a salvare la gente: il dovere, l'onestà, essere buoni, essere giusti. No. Sono i desideri che salvano.

Un pretesto per tornare bisogna sempre seminarselo dietro, quando si parte.

Preghiera per uno che ha trovato la sua strada, e dunque, a dirla tutta, preghiera per me.
Signore Buon Dio abbiate pazienza son di nuovo io.
[...] ed è chiaro che il mio posto era qui. Voi mi avete preso da una strada qualunque e paziente mi avete portato in quest'ora che aveva bisogno di me. Ed io che ero perduto in quest'ora mi sono trovato. E' pazzesco pensare che stavate ad ascoltare quel giorno davvero ad ascoltare me. Uno prega per non rimanere solo uno prega per tradire l'attesa, mica si sogna che a Dio gli piaccia sentire. Non è pazzesco? Mi avete sentito. Mi avete salvato.
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domenica, 13 luglio 2008

Guerra e Pace

valutazione:

di Lev Nikolaevič Tolstoj

Titolo originale: Война и миръ (Vojna i mir)
Anno: 1869
Casa Editrice: Garzanti
traduzione di Pietro Zveteremich
Guerra e pace su aNobii

Questo libro partecipa alla sfida 50 libri per un anno e a QUESTO gruppo di lettura. La discussione invece è QUI, QUI e QUI.


Ah, che meraviglia!! Era da molto che desideravo rileggere questo romanzo. L'ho letto la prima volta che avevo qualcosa come 13 anni, e c'ho messo molti molti mesi. In più, non sono sicura al 100% di averlo finito, mi sa mi mancano alcune pagine.
Ricordo molto bene però le sensazioni provate, quando lo acquistai, e anche un po' quelle leggendolo. Quando dalla pace si passò guerra, e viceversa, ricordo avevo sempre un periodo di stasi nella lettura, perché mi seccava il cambiamento, mi ero abituata ad un certo tipo di racconto. Ma poi, quando riprendevo al lettura, mi appassionò tanto che, quando si tornò alla pace, di nuovo mi bloccai!
Ora, finalmente, prendendo coraggio dall'iscrizione ad un gruppo di lettura, mi sono decisa a rileggere questo splendido romanzo!

Ecco QUI il bel segnalibro fatto da Thot con il programma della lettura.

I commenti li scrivo quindi a mano a mano che leggo, di settimana in settimana, aggiornando i collegamenti su questo post che metterò come primo ogni volta. L'ultima parte commentata è ovviamente quella più in basso, segnata in neretto.

ATTENZIONE!
Gli spoiler non sono segnalati in alcun modo, poiché occupavano gran parte del commento.
Leggete a vostro rischio e pericolo!

libro I, Parte Prima, cap. I-XIV
libro I, Parte Prima, cap. XV-XXV
libro I, Parte Seconda
libro I, Parte Terza
libro II, Parte Prima
libro II, Parte Seconda
libro II, Parte Terza
libro II, Parte Quarta
libro II, Parte Quinta
libro III, Parte Prima
libro III, Parte Seconda, cap. 1-17
libro III, Parte Seconda, cap. 18-30
libro III, Parte Terza, cap. 1-21
libro III, Parte Terza, cap. 22-34
libro IV, Parte Prima
libro IV, Parte Seconda
libro IV, Parte Terza
libro IV, Parte Quarta
Epilogo, Parte Prima
Epilogo, Parte Seconda
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9 commenti



domenica, 13 luglio 2008

Guerra e pace - Epilogo, Parte Prima

 
ATTENZIONE!
Gli spoiler non sono segnalati in alcun modo, poiché occupavano gran parte del commento.
Leggete a vostro rischio e pericolo!

 

Come in tutti gli epiloghi, la scena si posta diversi anni dopo, 7 in questo caso. All'inizio Tolstoj si prende tempo per un raccontarci di quello che è successo nel frattempo in Europa, e in particolare a Napoleone. La curiosità di sapere cosa è successo ai "nostri" deve aspettare! E Tolstoj ancora una volta si dimostra davvero impietoso nei confronti di Napoleone, e di quegli storici che lo definiscono un genio.

Poi finalmente torniamo a interessarci delle vite dei nostri cari personaggi!

Dopo la morte del vecchio conte Rostov, Nikolaj diventa il capofamiglia. E devo dire che ho ammirato il suo comportamento in queste circostanze. Oltre a doversi occupare di tutti i debiti lasciati dal padre, deve anche sforzarsi di nascondere la brutta situazione finanziaria alla madre. Potrebbe risolvere tutto con estrema facilità, sposando la principessina Marja, ma non vuole sposarla per soldi! Diciamo che se l'è meritata la tranquillità che avrà quando finalmente si sposeranno!
Alla fine anche Marja si è rivelata molto molto umana, col suo "odio" per Sonja. Quest'ultima mi fa un po' pena, come dice Tolstoj aveva tutte quelle qualità che fanno stimare una persona, ma poco di quelle che ti inducono ad amarla. E dopo essersi sacrificata e aver attesto Nikolaj tutta la vita, alla fine lui sposa un'altra. Curiosa l'opinione di Nataša su di lei, con la sua interpretazione del brano evangelico errata ma, anche Marja deve ammetterlo, calzante!
Le due coppie che ritroviamo a Lysye Gory sono davvero adorabili! Mi spiace solo che Tolstoj non si dilunghi a parlarci anche un po' dei loro figli. Rivediamo anche Denisov, cosa che mi fa molto piacere, ma vorrei anche sapere cosa è accaduto agli altri personaggi...
Con il pretesto dei regali di Pierre, Tolstoj ci fa fare una carrellata sugli altri personaggi che vivono a Lysye Gory, e tra questi spicca la descrizione della vecchia contessa, e della sua non-vita basata ormai solo sul soddisfare alcune esigenze, tra cui anche arrabbiarsi e fare solitari con le carte.
Tra tutti comunque sono le due coppie quelle su cui si concentra l'attenzione (mi pare anche giusto), e come dicevo prima le trovo entrambe, a modo loro, stupende: due coppie non perfette, ma umane, reali, e molto molto felici.
In questi ultimi scampoli di lettura il personaggio che più mi piace è indubbiamente Pierre, la sua evoluzione è stata notevole nel libro, ed è bello vedere come ora vive bene, in tutti i sensi, la sua vita.

Manca ormai solo la seconda parte dell'epilogo, e poi il libro sarà finito! Quest'ultima parte sarà per me quasi una prima lettura, perché la prima volta che lessi Guerra e Pace ricordo mi fermai ad un certo punto per noia (orrore!!! Però ero piccola, posso essere scusata!), e non lo terminai più. Ricordavo però più o meno questa parte, per cui deduco che mi sono fermata poco più avanti. Un motivo in pi per leggere con piacere queste ultime (sigh, poche!) pagine!!


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sabato, 12 luglio 2008

Alessandro Baricco

 
Alessandro Baricco (Torino, 25 gennaio 1958) è uno scrittore e regista italiano, tra i più noti esponenti della narrativa in Italia.
Dopo la laurea in filosofia con Gianni Vattimo e il diploma in pianoforte al Conservatorio, pubblica alcuni saggi di critica musicale (Il genio in fuga (1988), su Rossini, e L'anima di Hegel e le mucche del Wisconsin (1992), sul rapporto tra musica e modernità).
Collabora come critico musicale per la Repubblica e sulla pagina culturale per La Stampa.
Baricco lavora anche in televisione, nel 1993 come conduttore di L'amore è un dardo, trasmissione di Raitre dedicata alla lirica e nel 1994 come ideatore e conduttore di un programma dedicato alla letteratura dal titolo Pickwick, del leggere e dello scrivere, affiancato dalla giornalista Giovanna Zucconi. Nel 1998 con il regista teatrale Gabriele Vacis cura il programma Totem, delle lezioni sull'amore per la lettura a cui seguirà una tournée nelle piazze italiane (dello spettacolo, trasmesso anche su Raidue, sarà pubblicato un libro della Fandango Distribuzione e due videocassette della Rizzoli).
Durante gli anni novanta Baricco si afferma pubblicando i romanzi: Castelli di rabbia (1991), Oceanomare (1993), Seta (1996) che non ha raggiunto il pieno consenso della critica, City (1999), Senza sangue (2002). Nel 1994 esce Novecento. Un monologo, da cui è stato tratto un lavoro teatrale (con Eugenio Allegri e la regia di Gabriele Vacis a partire dal 1994, e con Arnoldo Foà in un nuovo allestimento nel 2003) e un film, La leggenda del pianista sull'oceano di Giuseppe Tornatore. Per Feltrinelli pubblica due raccolte degli articoli scritti per La Stampa e la Repubblica (Barnum, del 1995, e Barnum 2, del 1998). Scrive anche, nel 1996, un testo teatrale per la regia di Luca Ronconi: Davila Roa, andato in scena al Teatro Argentina di Roma e mai pubblicato. Nel 2002 pubblica Next (Feltrinelli), breve saggio sulla globalizzazione. A febbraio 2003 esce Partita spagnola per Dino Audino Editore, una sceneggiatura scritta da Baricco nel 1987 a quattro mani con Lucia Moisio, sulla storia di Farinelli, la voce bianca del '700.
Nel 2004 pubblica Omero, Iliade (Feltrinelli) un lavoro sulla traduzione di Maria Grazia Ciani dell'Iliade da cui Baricco trae un reading teatrale.
Nel 2005 passa dalla Rizzoli alla casa editrice Fandango di Domenico Procacci, con cui pubblica il romanzo Questa storia.
Dopo l'esperienza televisiva ha fondato, insieme ad altri soci, la Scuola Holden a Torino, dove si studiano tecniche della narrazione con uno sguardo multidisciplinare.
Nel periodo tra maggio e ottobre del 2006 ha scritto su la Repubblica un "romanzo - saggio a puntate ", I barbari, su quella che lui definisce la 'mutazione' in atto nella civiltà postmoderna. I lettori possono esprimere un commento sul sito internet del giornale. Il saggio è pubblicato con qualche aggiunta nel 2006. Quanto alla critica, Giulio Ferroni lo ha duramente stroncato in un pamphlet collettivo dal titolo: Sul banco dei cattivi. A proposito di Baricco e di altri scrittori alla moda (Donzelli, 2006).
Nel 2007 esce la trasposizione del romanzo Seta. Il film è prodotto da Domenico Procacci della Fandango e il regista è il canadese François Girard. Nel cast Michael Pitt e Keira Knightley. Baricco, al contrario del film di Tornatore, questa volta ha curato personalmente la sceneggiatura.
Lo scrittore è al momento alle prese con il suo primo film da regista, Lezione 21, prodotto da Fandango Distribuzione con Rai Cinema. Cast internazionale per questa opera prima, tratta da un soggetto inedito dello stesso Baricco e che verrà girata in inglese: protagonista Noah Taylor insieme con John Hurt, Clive Russell e Leonor Watling. La trama del film, come scrive in una corrispondenza da Trento il quotidiano la Repubblica, è la rievocazione da parte di uno studente (Taylor) della lezione più bella del suo professore universitario Mondrian Kilroy (personaggio creato nel suo libro City), la numero 21, sul mistero della genesi della Nona Sinfonia di Beethoven.
Critiche [modifica] Alessandro Baricco è stato spesso oggetto di critiche per i suoi libri, come nel suddetto caso di Giulio Ferroni. Un'altra critica è venuta da Daniele Luttazzi, che intervistato nel 2004 sulla rivista letteraria Orizzonti da Gianluca Mercadante, ha dichiarato: «gli autori italiani che preferisco oltre a Gadda sono Manganelli, Aldo Busi, Arbasino e Flaiano. Non sopporto invece quelli che usano la pagina per mettere il proprio IO in mostra. Un IO in posa.» Scommetto che leggi tutti i romanzi di Baricco, allora! (gli chiede Mercadante). «Ecco bravo, Baricco non lo sopporto proprio! "Castelli di rabbia"! Gia solo il titolo mi faceva accapponare la pelle. Apro il libro, leggo la prima frase e mi sono trattenuto dal lanciarlo solo perché ero in una libreria! Troppo lezioso. Troppo. Non a caso, la sua vera attività è fare corsi di scrittura creativa».
[Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.]

 

Sito ufficiale della Scuola Holden: scuolaholden.it
Sito non ufficiale su Baricco: OceanoMare.com
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